CANTINE F. LLI FILIPPI SNC: UNA STORIA LUNGA UNA VITA

E' con grande piacere che presento un contributo di storia locale (così detta "minore") sull'enologia civitanovese, preparato da un mio caro amico, l'Avvocato Marcello Filippi: si possono chiaramente cogliere le forti emozioni di chi racconta una storia essendone coinvolto (positivamente) appunto emotivamente!

Finalmente Marcello ha vinto la sua naturale ritrosia ed ha accolto il mio invito (fattogli qualche anno fa) di raccogliere le memorie della sua famiglia da tempo legata al vino: l'idea mi era venuta quando ascoltai un vecchio aneddoto sul mancato lancio di un vino che si doveva chiamare Val di Chienti, ma questa è un'altra storia…!

Spero che questo sia di sprone a chi voglia trasmettere e condividere con gli altri analoghe testimonianze. In ultimo un ringraziamento a Francesco Sbaffi per la preziosa collaborazione tecnica.

Civitanova Marche Alta (MC), 2 Febbraio 2001 (Festa della Candelora).

Alvise Manni

Nell'Ottobre 2000, le Cantine F. lli Filippi Snc di Civitanova Marche (MC), per la produzione e la commercializzazione all'ingrosso di vini, hanno chiuso definitivamente i battenti.
Organizzata in forma societaria solo dal 1983, vanta una storia più che secolare; da sempre i Filippi hanno avuto a che fare con le uve, il mosto ed il vino. Nella seconda metà dell'Ottocento, con una piccolissima attività in Loreto (AN), poi presso uno stabilimento più grande e prestigioso lungo la Via Flaminia, in località Lucrezia di Cartoceto (PS). Dal 1930 la storia di questa famiglia e della sua piccola attività si è legata a quella della cittadina di Civitanova Marche, dove il cognome Filippi è sinonimo di vino, questo grazie soprattutto all'intuito, all'intraprendenza ed alla fantasia di mio nonno, il Cav. Romolo Filippi (1898-1983), che allo sviluppo di questa piccola azienda ha dedicato tutte le sue energie e la sua vita.
Proprio in prossimità della definitiva chiusura, con il cuore colmo di nostalgia, mi piace ricordare, questa modesta ditta, che tuttavia, nell'ambito locale, ha assunto un ruolo significativo, con delle fotografie storiche, scattate negli anni 1937-1938, a Civitanova, allora Portocivitanova, dal celeberrimo fotografo locale Gino Pennesi (il cui archivio ora si trova custodito nella Fototeca Comunale civitanovese).

Nella Foto: Carri ferroviari carichi di vino in partenza (da sin.: Romolo Filippi, il Capostazione di Portocivitanova, un anonimo ed il signor Paraiola, importante commerciamte di vini padovano).

Le immagini ritraggono gli stabilimenti in Via Custoza in occasione della ultimazione del raccordo ferroviario, che permetteva un collegamento diretto tra le cantine e la linea nazionale. Realizzato per volontà del Cav. Romolo, rappresentava, per allora, una innovazione geniale, di notevole utilità per il trasporto del mosto e dei vini; infatti per mezzo di questo piccolo raccordo i vagoni ferroviari potevano essere caricati direttamente all'interno dello stabilimento, quindi inviati nelle varie destinazioni per la commercializzazione del prodotto, risparmiando tempo ed energie. Tutto questo in una epoca in cui il treno aveva ancora il sapore del progresso.

Nella foto: Vista dall'interno dello stabile di Via Custoza dei binari e dei carri ferroviari con alcuni personaggi sullo sfondo.

Chi dovesse casualmente passare a Civitanova, in quella stretta Via Custoza, può vedere, nel piazzale antistante un capannone industriale, dipanarsi due binari, oramai quasi ingoiati dall'asfalto; sono la testimonianza di una piccola attività legata tanto al mondo agricolo quanto a quello commerciale, che ha condiviso con la cittadina marchigiana gli avvenimenti più salienti della storia del secolo scorso. In epoca fascista l'allora Ditta Papini e Filippi venne trasformata in Enopolio, in stretto raccordo con le altre cantine della provincia di Macerata, di cui mio nonno fu nominato Direttore fino alla fine del secondo conflitto mondiale. Proprio in tale periodo vennero realizzate in Via Custoza le più significative innovazioni.

Nella foto: Carri ferroviari carichi di vino in partenza (da sin.: Romolo Filippi, il Capostazione di Portocivitanova, un anonimo ed il signor Parpaiola, importante commerciamte di vini padovano).

Alberto Perini in una pubblicazione del 1997 in Civitanova Immagini e Storie 6, del Centro Studi Città di Civitanova, al capitolo Civitanova Marche nel secondo dopoguerra, anni quaranta e cinquanta, così ricorda le Cantine Filippi:"...Tra i commercianti all'ingrosso dell'epoca, molti dei quali ancora oggi in attività, ricordiamo qui alcuni tra quelli più significativi, in quanto la storia economica di Civitanova molto deve anche a loro. Tra questi possiamo citare l'Enopolio gestito da Romolo Filippi, che raccoglieva buona parte della produzione di uva da vino delle nostre zone. Durante la vendemmia, l'uva delle campagne civitanovesi veniva portata all'Enopolio con carri trainati da buoi o da vacche di razza marchigiana: in quel periodo, fine ottobre, metà novembre, i civitanovesi del centro erano soliti vedere quelle interminabili file di carri agricoli in sosta, a volte per l'intera giornata, nell'attesa di scaricare uva... Anche l'Enopolio, come diverse altre imprese commerciali ed industriali, era stato costruito nelle vicinanze dello scalo ferroviario onde facilitare le operazioni di scarico .... Esisteva, ed esiste ancora oggi, un binario morto che deriva dalla rete ferroviaria principale e che arriva fino all' Enopolio, come pure si possono vedere carri ferroviari, costruiti dalla Cecchetti naturalmente, con la scritta "Filippi Romolo". Il commercio all'ingrosso di vino da tavola era molto florido in quel tempo, e non era commercializzato solo in loco, nei vari negozi di generi alimentari, cantine, ristoranti, trattorie, ma soprattutto nelle varie località della provincia dove il vino Filippi era molto conosciuto ed apprezzato...".

Già nel 1946, in una edizione de Il Messaggero del mese di Luglio, il Giornalista Ciamberlani ebbe a parlare di mio nonno e della sua attività in un articolo intitolato ...Elogio del vino biondo e frizzante ..e caro - Un grande Enopolio che merita di risorgere...

Nella foto: Articolo de Il Messaggero del 29 Luglio 1946.

L'articolo fotografa un periodo difficile dell'Italia, ancora fiaccata e ferita dall'ultimo conflitto. "....Erano migliaia gli ettolitri di vino "spunto" per mancanza di trattamenti, per inesperienza nella conservazione del bottame ed latro, andavano a finire nelle distillerie ed acetifici ed in buona parte anche nei fiumi. Ad evitare ciò sorsero allora gli Enopoli, dove affluivano volontariamente le uve di grandi e piccoli viticultori che, dopo i primi anni di esperienza non molto felice per mancanza di tecnici bravi ed onesti, dimostrarono, in seguito, grande utilità per i produttori e benefici per il consumatore. Recanati, Sforzacosta, Camerino, Matelica e Portocivitanova ebbero il loro Enopolio, alla cui direzione tecnica fu assunto l'enologo Sig. Filippi Romolo, espertissimo in materia e che già aveva dato eccellenti prove, con l'esperienza acquisita da giovane e nello stabilimento Papini e Filippi di Portocivitanova; in una annata particolarmente difficile gli fu possibile esportare all'estero alcune migliaia di ettolitri di vino. Correva allora l'anno 1936 e la superproduzione viticola di quell'annata aveva fortemente impressionato tutti. Un fortunato contratto del Filippi con Ditte estere, in concomitanza con la chiusura delle frontiere della Spagna, gli permetteva di concludere l'importante esportazione con i vini tipici che, più tardi, vennero largamente apprezzati e consumati in larga scala. L'allora Consorzio Viticultori ed il Ministero dell'Agricoltura ritennero opportuno affidare al Filippi la direzione tecnica degli Enopoli della Provincia di Macerata, riuscendo in breve tempo a perfezionare tutto l'organismo, con evidente soddisfazione degli organi centrali che approvarono ogni iniziativa, e dei medesimi agricoltori conferenti, i quali liquidarono in ogni campagna prezzi sempre molto superiori a quelli praticati dal commercio. Si ampliarono gli Enopoli con nuove e moderne attrezzature, ma in particolar modo su quello di Portocivitanova fu accentrata la maggiore cura possibile per renderlo ogni anno sempre più rispondente alle crescenti esigenze della dilagante simpatia degli agricoltori. Sorsero nuovi capannoni, si acquistarono bottami di ogni dimensione, si costruirono 61 cisterne.... La guerra però doveva stroncare anche questa meravigliosa iniziativa per la maggior valorizzazione dei prodotti agricoli, danneggiando fortemente, ma non irrimediabilmente per fortuna, gli impianti e le attrezzature del grande Enopolio.... Abbiamo visitato ieri, assistiti dall'enologo Filippi, il grande fabbricato. Se non mancassero travi e tegole ai tetti distrutti dai bombardamenti, se non vi fossero degli squarci in qualche serbatoio di cemento e quell'inevitabile aspetto di abbandono che assumono tutte le cose che non hanno vita, si potrebbe pensare sia pronto per la prossima campagna....".

Ciamberlani sperava in una ripresa dell'Enopolio di Civitanova Marche e penso che questa fosse, all'epoca, anche la speranza di mio nonno. L'avventura degli Enopoli, tuttavia, era giunta al capolinea. Romolo Filippi, con la sua esperienza e l'amore per il mestiere che era suo da sempre, si trasferì definitivamente in Via Ancona, in quella che sarebbe stata anche l'ultima sede della azienda, dando vita alla Ditta Filippi Romolo. Denominazione che mantenne fino al 1983. Negli anni Cinquanta costruì un grande stabilimento a Montecosaro (MC), frazione Montecosaro Scalo (presso la stazione ferroviaria), destinato esclusivamente alla produzione (demolito appena 4 - 5 anni fa).

Nella foto: Interno dello stabile di Via Custoza con le botti.

A me, che non sono mai stato direttamente coinvolto in questa attività ma che sono a lei fatalmente legato, essendo la sua storia quella della mia famiglia, restano delle Cantine Filippi alcuni indimenticabili ricordi. L'odore del mosto, la festosa confusione delle vendemmie, il rimbombo dei miei passi nell'ampia cantina di Montecosaro, lo sguardo severo e profondo di mio nonno.

In un pomeriggio del giugno del 1983, mio nonno mi fece chiamare. Da alcuni giorni non si alzava più dal letto, fiaccato da una malattia. Voleva raccontarmi la sua storia, le sue emozioni, i suoi rimpianti. Aveva paura di morire. Ascoltai tutto con la curiosità e lo stupore di un adolescente di tredici anni. Ricordo che tornai a casa molto tradi, fu l'ultima volta che parlai con lui; allora non sapevo di aver vissuto uno dei momenti più sacri ed emozionanti della mia vita.

Civitanova Marche (MC), li 12.01.01

Marcello Filippi