|
|
Uno squarcio di vita rurale nel territorio di Macerata, alla metà del 1200 di Michele Colabella PREMESSA Una fonte preziosa per la conoscenza delle tematiche attinenti
alla vita quotidiana delle epoche passate è costituita dagli
inventarî delle raccolte archivistiche. Una riprova
esemplificativa è data da un atto di subastazione dell'Archivio
Priorale di Macerata, fondo Pergamenacei piccoli, pubblicato in
un intervento della Professoressa della locale Università,
Emilia Saracco Prevedi, nell'annata 83ª degli "Atti e
memorie" della Deputazione di Storia Patria per le Marche,
alle pp. 13 - 16. Attraverso i beni e gli oggetti ivi elencati,
infatti, è possibile delineare nei punti essenziali il quadro
dell'attività rurale di un'unità familiare nel territorio
maceratese, nel 1246. Molti dei termini utilizzati sono propri
del linguaggio del tempo, ma il loro significato è reso
accessibile mediante la consultazione di un testo di Pietro Sella,
Glossario latino italiano. Stato della Chiesa - Veneto - Abruzzi
(Città del Vaticano,1944), strumento utilizzato anche dall'autrice
dell'articolo della rivista.
Nel documento, che ha come protagonista il delegato Iacobus
Petri Guelci, viene descritta minuziosamente la proprietà che
faceva capo alla casa di un certo Albertus, defunto, situata a
Macerata nel quartiere di S. Giuliano. L'arredo domestico
comprendeva tre soppediani (tres suppedianias), un'arca rotta (unam
arcam fractam), due secchie (duas seclas), una catena di ferro (unam
catenam ferri), tre canestri (tres canestras) e una non meglio
identificata scenam vacuam. Per la preparazione della pasta del
pane erano a disposizione una madia (unam matteram) e un
contenitore di farina (unum boc farine); per le provviste
alimentari erano pronti anche due brocche piene di olio (duas
broccas plenas olei), un contenitore di cicerchie (unum broc
cicerum) e una salma di derrate (unam salmam annone). La carne
veniva procurata o con un attrezzo da caccia (unum scutum) o con
l'allevamento di due scrofe (duas porcellas). Il mezzo di
trasporto era costituito da un'asina che aveva partorito da poco
una puledra (unam somariam cum una pulletra).
Molto importanti erano anche due colture altamente
specializzate, con la lavorazione dei loro prodotti. La prima,
ovvero: la coltivazione del lino, è attestata in ben quattro
punti: duos troccos lini (due fasci di lino), duos rocclos lini (due
rocche di lino), quattuor banceros lini (il significato non è
comprensibile) e viginti assides lini (probabilmente, venti assi
per il lino). |