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IL CROCIFISSO DI BRACCANO
di Angelo Antonelli*
Braccano è una delle principali frazioni
di Matelica recentemente balzata all'attenzione della cronaca per
il restauro di una pregevole opera d'arte (Il Crocifisso di
Braccano) che ha ritrovato la sua giusta collocazione nella
chiesa della S. Maria delle Grazie. Il 27 luglio 2001 Cantine
Sonore ( www.cantinesonore.it
) dedica un itinerario proprio alla visita di questa frazione.
Fabriano, 24 luglio 2001. Francesco Sbaffi
Nella chiesa parrocchiale di Braccano, dedicata a S.
Maria delle Grazie, si trova un crocifisso ligneo (cm 75x65),
databile tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo. Il
Cristo inserito in una croce posticcia era utilizzato, molto
probabilmente, come stendardo processionale, considerate le
dimensioni piuttosto ridotte, rispetto agli esemplari della zona
(1).
Il Crocifisso di tipo patiens ha il volto reclinato sulla spalla
destra. Il modellato si concentra su alcuni particolari
fisiognomici che esaltano la qualità del manufatto, come gli
occhi socchiusi per lo sfinimento, la bocca aperta e la carotide
gonfia e tesa lungo il collo. Il viso incorniciato da una barba
biforcuta evidenzia lo spasimo che precede la fine, come la
tensione dei muscoli delle braccia e delle gambe ed il
rigonfiamento del torace. Barba e capelli sono scolpiti
direttamente sul legno, non sono stati aggiunti successivamente
come in altri esemplari della zona, in canapa ingessata.
Il Cristo più tardo rispetto agli esemplari rinascimentali delle
alte valli dell'Esino e del Potenza, potrebbe essere datato verso
la prima metà del XVII secolo, non oltre, venendo a mancare gli
attributi della scultura barocca, consente di far chiarezza su
questo genere di manufatti processionali, di qualità minore, ma
non privi di pregi artistici. Se nei primi decenni del XVI secolo
si utilizzavano ancora croci astili in lamina preziosa,
successivamente esse furono sostituite da veri e propri
Crocifissi in legno o d'altro materiale anche prezioso, come l'esemplare
in argento della Cattedrale di Matelica, di Giovanni Giardini del
1715 (2).
Culturalmente il Crocifisso di Braccano assolve una funzione
importante all'interno dell'asse monastico religioso che va dall'Eremo
di S. Eustachio di Domora, in comune di San Severino Marche a
quello dell'Acquarella di Albacina. Un esemplare per ogni luogo
di culto; dall'eremo di S. Eustachio proviene il Crocifisso di S.
Lorenzo in Doliolo della fine del XV secolo (3), dal santuario
delle Macchie quello esposto nella chiesa di S. Giuseppe a
Gagliole (4). Nel Santuario di S. Michele Arcangelo di Rastia si
venera ancora un Crocifisso ritenuto miracoloso (5), mentre ad un
tale Fra Paolo di Chioggia dell'eremo dell'Acquarella la
tradizione attribuisce il pregevole esemplare della Collegiata di
Cerreto d'Esi (6).
Al Cristo di Braccano, pertanto, va il merito di unire questa
immaginaria linea di congiuntura religiosa. Tali oggetti vanno
messi in relazione con la presenza, in primo luogo, dei centri
monastici sorti intorno al Monte San Vicino: S. Salvatore in Val
di Castro e S. Maria de Rotis ad Ovest, S. Maria di Valfocina e
la SS. Trinità ad est. Ogni Crocifisso è legato ad un Santuario
o ad una Chiesa posta lungo una via o un luogo di passaggio,
transitati da viandanti e pellegrini. Se la tradizione monastica
nel XVI secolo va incontro ad un periodo di crisi, in seguito all'istituzione
delle commende, ad essa si sostituisce la presenza francescana,
che sopra ogni cosa si dedica al culto del Crocifisso. Tra XIII e
XV secolo lungo la strada che costeggia il fosso di Braccano si
contano vari insediamenti francescani, numerose sono le visite di
Fra Matteo da Bascio, fondatore dell'ordine dei Cappuccini, all'eremo
di S. Giacomo, poco distante dall'antica villa di Braccano e
dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie.
Una caratteristica tipica degli esemplari del XVI secolo, sparsi
lungo la dorsale Appenninica centrale, sono i marcati rivoli di
sangue sul corpo di Cristo, un aspetto quasi marginale nel Cristo
di Braccano, mentre affine pare la cromia del modellato tendente
al chiaro. "Statue di stile diverso... presentano affinità
tecniche ed illustrative, che appaiono come un segno distintivo
delle opere, magari nelle loro fasi di rifinitura..., i
Crocifissi sono segnati nella loro cromia chiara e lucente da
temibili colate di sangue: si ché sarebbe interessante aprire
anche per il Quattro-Cinquecento un capitolo sul rapporto
scultori-pittori, che si è rivelato significativo ad esempio per
la produzione fabrianese del Trecento" (7).
Spostando in avanti questo termine, tali indicazioni possono
valere anche per il XVI secolo. Colpisce in questo genere di
sculture della fine del secolo l'estremo lividore dell'incarnato,
mutuato forse dagli esemplari su tela o ad affresco dei De
Magistris, del Domiziani, del Damiani..., li accomuna il medesimo
atteggiamento di dolore e rassegnazione, l'esigenza di un'arte
contro-riformata, uscita dal Concilio di Trento, che va avanti
fino a tutta la seconda metà del XVII secolo, coinvolgendo
Diocesi e Parrocchie di campagna.
Il Crocifisso di Braccano, nel suo sapore popolareggiante,
aggiunge un nuovo tassello ad un'arte ancora da scoprire: la
cultura lignea, fiorita nel corso dei secoli lungo la dorsale
Appenninica.
Matelica, dicembre 2000
Angelo Antonelli
1) AA.VV., La cultura lignea nelle alte valli
del Potenza e dell'Esino. Sculture ed arredi dal XII al XIX
secolo, a cura di M. Giannatiempo Lopez (catalogo della mostra),
Milano 1999, pp. 34-55.
2) A. TRECCIOLA in Oltre la porta... Testimonianze giubilari e
splendori d'arte della chiesa matelicese (catalogo della mostra),
Matelica 2000, pp. 41-42.
3) G. M . FACHECHI in La cultura lignea cit., pp. 39-41.
4) Ibidem, pp. 46-47.
5) A. ANTONELLI, Arte E Iconografia Nell'Alta Valle Dell'Esino
dal romanico alla controriforma, tesi di laurea, Università di
Urbino, anno accademico 1982-83, pp. 171-72. Si veda anche S.
Bigiaretti, Iconografia del SS. Crocifisso in Matelica, Fabriano
1915, p. 23.
6) A. ANTONELLI in Abbazie E Castelli Della Comunità Montana
Alta Valle Dell'Esino, a cura di G. Castagnari, Recanati 1990, p.
272 e G. Donnini e Parisi Presicce in Tesori D'Arte Tra Fabriano
e Cupramontana, Falconara 1994, p. 106.
7) E. NERI LUSANNA in La cultura lignea cit. pp. 31-31.
* testo tratto dal volantino "Il crocifisso di Braccano"
stampato dalla tipolitografia Grafostil di Matelica (Dicembre
2000). A cura di Barbara Giurastante.
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