di Alvise Manni e Francesco Sbaffi

Grappolo di Verdicchio Bianco, Foto Gianni (Matelica)

E' stato riconosciuto vino a D.O.C. il 21 Luglio 1967. Si produce in una zona a ridosso dell'Appennino umbro-marchigiano a cavallo tra le Province di Ancona e Macerata, con epicentro nella Città di Matelica (MC). Il comprensorio di produzione è situato nel cuore dell'Alta Valle Esina, insistendo in parte dei Comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d'Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole e Matelica. La disposizione (particolarissima ed unica nelle Marche) Nord-Sud di questa valle, la sinclinale camerte, impedisce l'arrivo degli influssi mitiganti marini generando un microclima mediterraneo-continentale caratterizzato da maggiori escursioni termiche dalla notte al giorno e dall'Estate all'Inverno. L'effetto di questo clima dà origine ad un'uva ricca di estratti, aromi primarî, zuccheri e polifenoli, che si traduce poi in un vino dotato di un elevato corpo che conferisce una particolare attitudine all'invecchiamento. L'areale di coltivazione conta una superficie vitata di circa 270 ettari distribuita in collina ad altitudini comprese fra 400 e 650 m s.l.m, che produce mediamente 3.200 tonnellate di uva corrispondente all'incirca a 25.000 ettolitri di vino. Il Consorzio Tutela Verdicchio di Matelica riunisce solo dieci Cantine imbottigliatrici.
La viticoltura è antichissima in questa regione: testimonianze paleobotaniche (semi di vite rinvenuti nella tomba di villa Clara nel 1998) risalenti al periodo piceno indicano uno sviluppo fiorente della viticoltura sicuramente a partire dal VIII secolo a.C..

Reperto Paleobotanico di vinaccioli, scavi di Villa Clara (Matelica), 1998 . Foto gentilmente concessa dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche

In particolare il periodo d'oro della viticoltura matelicese si sviluppa a partire dal XVI secolo quando illustri studiosi hanno rivolto la loro attenzione ai prodotti enologici di Matelica: l'archiatra papale Andrea Bacci, il fabrianese Francesco Scacchi per citare i più importanti. E' il Notaio matelicese Niccolò Attucci che nel 1579 per primo nomina espressamente il vitigno che da il nome al nostro vino di Matelica: il Verdicchio.

Verdicchio di Matelica

Riconosciuto con D.P.R. 21.7.1967 modificato con D.P.R. 13.9.1995

La zona di Produzione

La zona di produzione si estende in una valle parallela alla catena appenninica, comprendendo parte del territorio dei comuni di: Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco, in provincia di Macerata; Cerreto d'Esi e Fabriano (Ancona). La produzione complessiva è di 18.926 ettolitri.

Il Vitigno

Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio. Possono concorrere i vitigni autorizzati, a bacca bianca, fino ad un amassimo del 15%.

Le tipologie

Verdicchiodi Matelica, Spumante, Riserva e Passito.

Le carateristiche

Aspetto: Brillante dal colore paglierino tenue.

Profumo: delicato, fragranza fresca e persistente di frutta non completamente matura.

Gusto: asciutto, morbido, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Gradazione alcolica: minimo 11,5º.

Può essere designata la menzione Riserva, se ha una gradazione di 12,5º ed un invecchiamento di almeno 24 mesi, 4 di affinamento in bottiglia.

La tipologia Passito ha una gradazione di almeno 15º ed un anno circa di invecchiamento. L'immissione al consumo avviene dopo un anno da quello della produzione di uve.

Età ottimale

E' un vino di razza. Va bevuto giovane o invecchiato. Le migliori produzioni maturano più a lungo senza perdere freschezza e fragranza.

 

 

 

 

Sopra: Scheda tratta da "I Vini delle Marche" Coordinamento di Mariano Landi, Collaborazione di Flavio Brasili, Emma Ratti, Giannetto Pergolotti, Enzo Polidori.

Stampa, Sagraf Castelferretti.

Regione Marche Assessorato Agricoltura (www.regione.marche.it)