

UN PIACEVOLE CONNUBIO TRA MUSICA,
TERRITORIO E VINO: L'INCONTRO CON IL VERDICCHIO DI
MATELICA
di Francesco Sbaffi
Cantine Sonore è stata una
iniziativa turistica proposta nel nostro comprensorio
in quest'estate appena conclusa. Un concerto tra le
botti, vino e musica offerti insieme come un
abbinamento naturale, immaginato per trascorrere
piacevolmente giornate diverse dal solito. Così è
nata l'idea di Cantine Sonore, alla quale hanno
lavorato la Scuola Comunale di Musica "B.
Barbarino" di Fabriano e l'Associazione "Pro-Matelica"
di Matelica con il coordinamento e l'attività
progettuale di un gruppo di professionisti, il Gruppo
Vino & Musica di Fabriano. L'iniziativa aveva già
avuto il suo battesimo con un appuntamento nell'agosto
dello scorso anno ("l'edizione zero") che
ha permesso di programmare con slancio ed una certa
esperienza l'edizione di quest'anno. Il progetto è
stato accolto e sostenuto in modo sostanziale dal
Comune di Matelica ed in particolare dall'Assessore
al Turismo Luciano Farroni, dall'Assessore alla
Cultura Fabiola Santini e dalla Comunità Montana
Esino Frasassi. Cantine Sonore ha inoltre potuto
contare sul patrocinio del Consorzio Frasassi e del
Comune di Fabriano visto che nel progetto erano
coinvolte diverse istituzioni.
Durante i mesi di luglio ed agosto Cantine Sonore
sono state una occasione per proporre ai turisti una
serie di brevi itinerari enoturistici all'interno del
nostro comprensorio alla scoperta del Verdicchio di
Matelica. L'area di Produzione di questo vino si
estende nei Comuni di Fabriano (con le frazioni di
Argignano, S. Michele e Collamato), Cerreto d'Esi,
Matelica, Esanatoglia, Castelraimondo, Pioraco,
Camerino e Gagliole. Chi ha preso parte a Cantine
Sonore ha potuto visitare Fabriano ed il suo rinomato
Museo della Carta e Filigrana, la città di Matelica
con il suo fiore all'occhiello rappresentato dal
Museo "F. V. Piersanti", la Mostra
Archeologica e la Pinacoteca "R. Fidanza"
ospitate presso il palazzo Ottoni, il borgo di
Cerreto d'Esi e le bellissime Grotte di Frasassi. Gli
itinerari sono sempre stati arricchiti da una
passeggiata panoramica attraverso i vigneti di
Verdicchio ed in alcuni casi i visitatori sono stati
accompagnati proprio in mezzo ai filari di vite per
cogliere meglio gli aspetti riguardanti le forme di
allevamento e la qualità delle uve. Gli appuntamenti
si sono poi conclusi presso una azienda vitivinicola
che ha accolto i partecipanti nella cornice splendida
della cantina dove si è potuto godere un concerto di
musica classica seguito da una degustazione di vini
aziendali e prodotti tipici offerti dal Salumificio
Tre Torri di Adino Fontana.
I turisti del vino di Cantine Sonore sono stati
guidati lungo i percorsi della cultura del Verdicchio
di Matelica da guide enoturistiche (Alvise Manni e
Claudia Crocetti) che hanno ogni volta presentato il
prodotto, i riferimenti territoriali, le sue
connessioni culturali con il territorio e le
tradizioni locali aiutati per gli aspetti più
tecnici dalla presenza dall'agronomo Francesco Sbaffi,
esperto di enologia. L'interprete Barbara Giurastante
ha coadiuvato la loro opera traducendo le spiegazioni
agli ospiti stranieri.
Un bilancio senz'altro positivo per la prima edizione
di quest'anno che ha visto una partecipazione molto
interessata di turisti (almeno 300 le presenze
registrate nei cinque appuntamenti) ed estimatori
provenienti dalla costa ma anche in permanenza estiva
nella nostra zona. L'ultimo appuntamento, dei cinque
in calendario, è stato un itinerario a Cupramontana,
terra del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Un'occasione
proposta per cogliere le similitudini e le differenze
tra i due vini marchigiani ottenuti dalla stessa
varietà di uva, cioè il Verdicchio. Diverse ma
sempre estremamente professionali e calorose le
accoglienze presso le varie aziende visitate che
hanno contribuito in modo determinante alla riuscita
degli appuntamenti in particolare l'Azienda Vinicola
"Mecella" di Fabriano, la Fattoria "La
Monacesca", l'Az. Agricola "S. Biagio",
la Cantina "Belisario" di Matelica, la
Cantina Vallerosa Bonci di Cupramontana e l'Azienda
Salumificio Tre Torri di Adino Fontana di Montecosaro
che ha offerto i propri prodotti da degustare insieme
al vino. Tutte le informazioni sugli itinerari o le
notizie riguardanti Cantine Sonore 2000 sono
disponibili nel Sito Web realizzato appositamente da
Aurelio Zenobi www.cadnet.marche.it/cantinesonore
.
LA SCOPERTA DI UN DISTRETTO ENOTURISTICO
Il distretto enoturistico coincide normalmente con
una denominazione di origine controllata e comprende
tutti quegli elementi del territorio rappresentati
dalla Natura, la Storia, la Cultura, le Persone e le
Imprese. Da questa impostazione ci siamo mossi
indirizzando la nostra attenzione al Verdicchio di
Matelica.
Il distretto rappresenta tipicamente il quadro di
riferimento della strada del vino quale sistema di
offerta turistica (insieme delle cantine, vigneti,
musei, borghi, edifici storici, attrattive culturali
ecc.).
Il turista del vino deve essere iniziato alla cultura
del vino e guidato lungo i suoi percorsi da persone
capaci con competenze specifiche inerenti il prodotto,
i riferimenti territoriali, le sue connessioni
culturali con il territorio e le tradizioni locali
grazie a guide esperte ed appassionate di storia
locale, delle ricchezze artistiche e del patrimonio
vitivinicolo.
Il turismo del vino deve poter creare un meccanismo
di conoscenza e fidelizzazione e per questo oltre
alle visite delle cantine deve abbinare vere e
proprie visite culturali con visite dei centri
storici, mostre, passeggiate ecologiche, ed
attrattive quali spettacoli musicali, teatrali od
operistici, rivolti al target medio alto che mostra
interesse per la gastronomia tipica e l'enoturismo.
Il legame proposto tra le diverse espressioni della
stessa cultura contribuisce ad intensificare l'impatto
emozionale dell'esperienza enoturistica fissandola
meglio nella memoria di chi vi ha preso parte.
IL VERDICCHIO DI MATELICA PUÒ ASPIRARE A
RAPPRESENTARE UNA META TURISTICA
Le statistiche parlano di una crescente attenzione
per quei vini "rari" che gli interessati
non riuscirebbero a trovare nei supermercati, la
sempre maggiore informazione che l'appassionato dei
vini riesce ad acquisire, tramite riviste, guide,
Internet ecc., forma consumatori sempre più
preparati alla ricerca di prodotti non massificati.
Si tratta di una logica che si contrappone alla
tendenza all'omologazione dei vini di tutto il mondo
delineata nel cosiddetto "gusto internazionale".
Per portare un esempio diffuso, un Cabernet sauvignon
di Oltre Oceano non è poi molto dissimile da un
omologo prodotto nel nostro paese, o in molte altre
nazioni europee. L'utilizzo generalizzato delle
barriques per l'affinamento dei vini ha ultimamente
accentuato questo fenomeno. Chiunque, anche tra i
consumatori esperti, incontra serie difficoltà, in
un'eventuale degustazione alla cieca, a distinguere
le bandiere di origine di molti vini diffusi oggi nel
mercato. I produttori italiani affrontano (spesso
subendo) l'export adeguando i loro vini alle
richieste e tendenze che incontrano sui mercati, un
atteggiamento legittimo, non censurabile a priori, ma
che nel tempo ha come conseguenza la perdita di
identità.
Questo aspetto allontana dal processo di creazione
del "mito" sotteso ad un vino ed alle
aziende che lo producono, che poi è l'elemento che
permette di creare quel valore aggiunto che tutte le
aziende cercano.
Il vino è un prodotto complesso, in cui le
componenti materiali ed immateriali, simboliche,
legate all'immaginario collettivo sono fuse in
maniera inestricabile e se rimane vero che un vino di
qualità elevata "si vende da solo", il
crescente livello di acculturazione dei consumatori
privilegia sempre più elementi immateriali tra gli
elementi decisivi dell'acquisto.
E' essenziale che ogni azienda che produce un dato
vino riconosca il Valore del Territorio (del quale
non può non farne parte), la sua forza comunicativa
e di seduzione impegnandosi in una cooperazione
competitiva con gli altri imprenditori che passa
attraverso istituzioni quali il Consorzio di Tutela.
L'enogastronomia italiana rientra a pieno titolo
nella cultura nazionale essendo espressione del mito
del bel paese, ancora vivo nell'immaginario
specialmente all'estero.
E' da evidenziare a questo proposito l'importanza e
la sinergia che è rappresentata dall'abbinamento del
vino ad altri prodotti dell'artigianato
agroalimentare quali i salumi, formaggi, l'Olio extra
vergine di Oliva ecc. produzioni che raggiungono il
massimo livello qualitativo in aziende di dimensione
contenuta ma dinamiche ed impegnate nella ricerca di
prodotti non massificati.

Stemma
della Scuola comunale di Musica
Bartolomeo Barbarino di Fabriano (AN).
Una delle Istituzioni promotrici di
Cantine Sonore.
DE GUSTIBUS
ITINERARÎ TURISTICI ALLA SCOPERTA
DELLE RICCHEZZE STORICO-ARTISTICHE, ENOLOGICHE E
GASTRONOMICHE DEL MACERATESE
di Alvise Manni
PRESENTAZIONE
Ormai da molto tempo ci occupiamo di iniziative atte
alla valorizzazione della Cultura Enogastronomica del
Territorio Comunale con organizzazione di Eventi
culturali quali il 1^ ed il 2^ Simposio Enologico (rispettivamente
del 22 Agosto 1998 e del 6 Marzo 1999 sempre a Civitanova
Marche Alta) e la valorizzazione del Museo delle Arti e
Tradizioni Popolari della Città Alta con la stesura di
una Guida Breve, la fondazione dell'Associazione Amici
del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Civitanova
Marche e l'allestimento di alcune Sezioni: norcina Salumi
"Tre Torri", enologica e di Archeologia
Industriale Cecchetti-SGI "Giuseppe Manni"
vanto ed orgoglio della struttura museale nel panorama
provinciale.Il Turismo legato al Vino, in particolare,
rappresenta un fenomeno le cui potenzialità economiche
sono sempre più che evidenti. Cresce, infatti, la spesa
turistica rivolta a forme alternative di Vacanze, come il
Turismo Rurale o l'Agriturismo anche nella nostra Regione
Marche. Nel 1990 in Italia, ad esempio, le presenze
registrate sono state di 6,8 milioni mentre nel 1997 sono
state di 9,6 milioni; nel 2000 si prevede un incremento
che potrebbe superare le 11 mila presenze. Il giro d'affari
attuale è stimato intorno ai 435 miliardi di lire, dato
relativo alle sole strutture ricettive, pari al doppio
rispetto al 1990! Il Turista di fine Millennio è sempre
più attento alle offerte del "Territorio" che,
da una recente indagine, è risultato essere
caratterizzato principalmente da assaggî, odori e sapori
che sono gli indicatori di una qualità genuina che
attira e conquista l'Homo Viator del XXI Secolo, molto
diversa da una certa tendenza massificante ed alienante
imperante fino a solo poco tempo fa. Da queste
considerazioni nasce l'ideazione di dieci Itinerarî che
abbinino gli aspetti artistici, paesaggistici e religiosi
tipici di questo Anno Giubilare alle porte a dei momenti
di Degustazione Guidata dei Prodotti Tipici locali che
per sono rappresentati da Olio, Vino, Salumi, Formaggi,
Pesce, Pasta, Pane, Verdura, etc.Queste Visite Guidate
sono divise i due Gruppi: sette "brevi" da
realizzare in una mezza giornata (Pomeriggio) che
coinvolgano il Territorio di Civitanova Marche e
Montecosaro, tre "lunghe", da svolgere in una
giornata (Mattino e Pomeriggio) con anche la visita agli
Areali di Produzione dei due Vini a DOC più noti ed
importanti del Maceratese: la Vernaccia di Serrapetrona
ed il Verdicchio di Matelica.
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